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Icone russe. Problemi di storia e d'interpretazione artistica

Torino, Einaudi, 1976, Saggi, 558
cm 21.5x15, pp. XXII-292-(12), 6 tavole a colori e 211 illustrazioni in b/n fuori testo, tela, sovracoperta illustrata
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INDICE

I. Scoperta e studio della pittura di icone della Russia antica
II. La pittura bizantina e l'inizio della scuola russa
III. Le condizioni storiche e sociali
IV. Sviluppi, scuole, maestri
V. I periodi principali


1. La pittura del secolo XII, 52; 2. Il secolo XIII e la prima metà del XIV, 54; 3. La pittura della seconda metà del secolo XIV, 56;  4. La scuola moscovita dell'inizio del secolo XV, 58; 5. La pittura di Novgorod del secolo XV, 60; 6. Pskov, 62; 7. La scuola settentrionale. Altre scuole, 64; 8. Scuola moscovita del secolo XV e dell'inizio del XVI, 66; ; 9. La seconda metà del secolo XVI, 68

VI. L'iconostasi, 74
VII. Iconografia, 88
VIII. L'arte dell'icona, 116
IX. Il mondo dell'icona
X. Mezzi di espressione pittorica, 158


1. Disegno e stile, 163; 2. Composizione, 179; 3. Lo spazio e il tempo, 190; 4. Il colore, 200

XI. I capolavori


L'Angelo «dai capelli d'oro», 213; Il Volto Santo, 215; Panagia di Jaroslavl', 217; San Boris e san Gleb, 219; La Trinità angelica di Rublëv, 222; Natività di Cristo, da Zvenigorod, 226; Madonna della tenerezza (Eleusa) del tipo di Jaroslavl', 227; Icona di San Floro e san Lauro, 229; Due icone del Miracolo di san Giorgio con il drago, 232; Deposizione e Sepoltura, 234; Il metropolita sant'Alessio con scene della vita (icona di Dionisij), 237; Crocefissione di Dionisij del 1500, 240; San Boris, san Vladimir e san Gleb con scene della vita, 242; L'Apocalisse del Maestro del Cremlino, 243; Ascensione fiammeggiante di Elia, 245

XII. La collocazione storica


Bisanzio, 250; I paesi dell'Europa orientale, 254; L'arte popolare, 256; Antichità, 259; L'Occidente medievale, 262; Pittura italiana del Rinascimento, 264; La pittura di icone e l'arte moderna, 268


Schemi di composizione delle icone, 273
Illustrazioni, 283
Indice dei nomi, 285
L'analisi storica delle icone russe ha una importanza altrettanto decisiva dello studio formale di questo straordinario patrimonio figurativo. La storia dell'icona e quella della coscienza etnica russa vanno di pari passo: non è solo una questione di generica eredità culturale, è il bisogno di riconoscere una unità storica di comportamenti e di concezioni che da la misura della presenza sostanziale di una unità russa, di una etnia vissuta e quindi della unità storica del paese ancor prima che questa si definisca e della sua sostanzialità culturale già in epoca antica.


La rivalutazione della pittura di icone è della metà del secolo scorso, in stretta connessione con l'attività degli slavofili: la sua fortuna critica, cioè un esame insieme artistico e della storia della cultura nel suo insieme, da allora non ha cessato di crescere. Seguirne la vicenda è anche un modo per seguire un processo di sempre più calzante definizione della storia russa, della sua presenza alla contemporaneità, dei modi e delle forme via via assunti dal di venire di quella storia.
Una impostazione del genere, che fa da sfondo e da intreccio alla narrazione di Alpatov, da un lato consente di veder più chiaramente il senso della produzione iconica in Russia, dall'altro consente di definire con grande chiarezza i rapporti con Bisanzio e con l'occidente. L'autore ha buon gioco a mostrare l'errore di voler tenere l'icona per una variante provinciale delle elaborazioni bizantine, e mostra i rapporti, ora stretti ora allentati, e quindi l'autonomia fra Bisanzio e i centri russi, proprio appoggiando la sua analisi sulle motivazioni che l'icona propone e diffonde non solo in termini religiosi, ma civili e sociali.
L'analisi di Alpatov precede storicamente a tracciare le vicende nel tempo e nello spazio dei centri di produzione minori e maggiori, così da fornire una mappa nitida su cui considerazioni iconografiche, analisi formali, osservazioni sull'espressività si innestano con la descrizione degli ambienti religiosi, mercantili e di corte, della tradizione religiosa colta e della pietà popolare di cui il mondo dell'icona e rappresentazione e testimonianza.

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